Con il Decreto del Presidente della Repubblica del 13 giugno 2017 n. 120 è stato approvato il “Regolamento recante la disciplina semplificata della gestione delle terre e rocce da scavo” (in vigore oramai da quasi otto anni), ai sensi dell’art. 8 del D.L. n. 133/2014. Il DPR è entrato in vigore il 22 agosto 2017 e ha abrogato la precedente normativa (D.M. n. 161/2012, art. 184-bis, comma 2-bis, del D.Lgs. n. 152/2006 e artt. 41, comma 2, e 41-bis del D.L. n. 69/2013).
Le terre e rocce da scavo sono “il suolo escavato derivante da attività finalizzate alla realizzazione di un’opera, tra le quali: scavi in genere (sbancamento, fondazioni, trincee); perforazione, trivellazione, palificazione, consolidamento; opere infrastrutturali (gallerie, strade); rimozione e livellamento di opere in terra. Le terre e rocce da scavo possono contenere anche i seguenti materiali: calcestruzzo, bentonite, polivinilcloruro (PVC), vetroresina, miscele cementizie e additivi per scavo meccanizzato, purché le terre e rocce contenenti tali materiali non presentino concentrazioni di inquinanti superiori ai limiti di cui alle colonne A e B, Tabella 1, Allegato 5, al Titolo V, della Parte IV, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, per la specifica destinazione d’uso”.
Per aiutare la corretta applicazione di questa importante normativa, l’SNPA – l’ente di coordinamento tra le ARPA Regionali e ISPRA, ha emanato delle linee guida applicative che illustrano la corretta applicazione del DPR, nei casi più complessi come la gestione delle terre non contaminate derivanti da un cantiere di bonifica.
Questo documento fornisce indicazioni in merito alle modalità di applicazione della stabilizzazione a calce, come cosiddetta normale pratica industriale anche nei cantieri di piccole dimensioni.
La gestione delle terre e rocce da scavo rappresenta una fase critica nella normale attività di cantiere sia per gli adempimenti burocratici da prevedere fin dalla fase progettuale, sia per gli aspetti operativi come la predisposizione dei campioni che devono essere analizzati per dimostrare la non contaminazione.